XXXI SAGRA
DELLO STOCCO
9
AGOSTO 2009
MAMMOLA
Reggio Calabria
La "Sagra
dello Stocco ", organizzata dalla Pro
Loco, con la collaborazione del Comune di Mammola, il Patrocinio della
Ambasciata di Norvegia, il contributo della Regione Calabria
Assessorato al Turismo, la Comunità Montana della Limina e
l'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.
La cittadina di Mammola è posta sul versante
Jonico della Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, al centro tra il
mare e la montagna lungo la S.G.C. Jonio-Tirreno del valico della
Limina. Abitato fin dai tempi della Magna Grecia, le sue origine
risalgono al IV – V sec. a C., fu fatta sorgere sulle rovine di Malea
colonia locrese ricordata da Tucidide. Ai piedi scorre il fiume Chiaro
affluente del rinomato Torbido, l’antico Sagra dove i Locresi alleati
con i Reggini sconfissero i forti Crotoniati, nella famosa battaglia
del VI sec. a.c. Il nucleo si sviluppò ulteriormente alla fine del sec.
X nel periodo tra il 950 e il 986 d.C. quando, per sfuggire alle
incursioni Saracene sulle coste calabresi, le popolazioni delle marine
cercavano ripario nell’entroterra, alcune s’insediarono stabilmente
sulla collina dove oggi sorge Mammola. Sorse così un grande villaggio i
cui abitanti si dedicavano all’agricoltura e alla pastorizia. Nel corso
degli anni i Monasteri divennero centro di elevazione spirituale e di
cultura umanistica. I Monaci si dedicavano alla miniatura, al mosaico,
all’innografia, allo studio degli antichi testi e delle scienze. Nello
“scriptorium”, luogo destinato alla copiatura a mano, venivano
trascritti codici, testi e trattati, grazie a quest’opera di
divulgazione del sapere si diffusero tra il popolo conoscenza ed
istruzione, migliorarono i sistemi di allevamento del bestiame e le
tecniche di produzione in agricoltura e, di conseguenza, il modo di
vivere degli abitanti. Il nome Mammola appare per la prima volta tra il
XII e il XIII secolo, in un documento che faceva parte dei beni del
Monastero di San Fantino, in esso era scritta la parola “Mammola”.
Inoltre, nel 1232, in un altro documento, si parla di un certo
“Rogerius de Mammula”. Mammola nel periodo feudale è appartenente a
diverse famiglie: Giovanni Ruffo, Ruggero di Lauria, Anselmo Sabrasio,
Raimondo del Prato, Famiglia Luna, Caracciolo di Gerace, Correale da
Sorrento, Famiglia Carafa, nel 1540 il paese divenne capoluogo di
Baronia allargando il suo territorio con Agnana. Successivamente passò
alle dipendenze dei Gagliego, dei Loffredo, dei Ruffo, dei Pazzi, dei
d’Aragona d’Ayerbe, dei Joppolo, di nuovo agli Spina, ai Barreca, ed
infine alla famiglia dei De Gregorio che la detennero fino al 1806,
anno della soppressione della Feudalità.
Nella loro storia i Mammolesi ebbero sempre un sentire libero, ma
patriottico, attento alle vicende della loro comunità, ma anche a
quelle dell’Italia intera e particolarmente dell’arco meridionale,
parteciparono infatti ai moti contro i Borboni e alle lotte del
Risorgimento, fondando sette Carbonare e circoli liberali. Francesco
Ferrari patriota tra i più importanti della Calabria, fu incarcerato e
decapitato a Reggio Calabria, mentre il filosofo e scrittore Don
Antonio Albanese soffrì il carcere dei Borboni piuttosto di insegnare
sottostando alle loro limitazioni. Dopo l’Unità d’Italia le difficili
condizioni economiche e sociali incisero profondamente sul vivere della
comunità dando luogo a fenomeni di rivolta popolare e di brigantaggio.
Cominciò l’emigrazione che durò fino alla fine del secolo scorso, quasi
dimezzando la popolazione.